Iceberg

Le persone che non si pentono mai sono quelle che mi spaventano di più. Quelle che sono sempre sicure, che non si voltano mai indietro, che tirano dritto senza porre troppi interrogativi sul passato. Le persone che non esaminano, non scavano, ma restano lì, in superficie, come l’acqua cheta di un laghetto in periferia.

Mi spaventano perché non imparano dagli errori. Non imparano perché non li vedono, li giustificano come “lati oscuri” di un carattere imperfetto, perché di perfetto non c’è nessuno. Mi terrorizzano, perché si fermano sulla porta, senza mai entrarvi. Mantengono distanze sottili, quasi invisibili, di cui non ci si accorge. Alzano muri sempre più alti, e ti tengono dall’altra parte. Fanno ben attenzione a non creare varchi, a non farti entrare dalla loro, di porta.

Mi spaventano le persone troppo pratiche, che non si fermano un secondo, che non riflettono e non osservano, ma vivono sempre in azione.

Mi spaventano perché non si può toccar loro l’anima, non le si può guardare dentro, perché c’è un grande buco nero.

So che esistono, le persone – iceberg.

Lo so, perché mi ero innamorata, prima di affondare.

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