Festa del Papà

A te che, quando hai qualcosa, ne dai a noi il doppio.
A te che mi hai insegnato ad amare le canzoni italiane di un tempo, un tempo che era tuo. E che hai provato ad insegnarmi a suonare la chitarra, anche se non ne sono mai stata capace.
A te che di errori ne hai commessi, perchè sei umano, ma che non ti sei mai arreso.
A te che sei un sognatore, come me, e so a chi assomiglio.
A te che fai lo sguardo duro, e ridi sotto i baffi.
A te che sai fare tutto, che costruisci, smonti e rimonti.
A te, papà. Che, nonostante tutto, nonostante un passato difficile, non hai mai smesso di essere al nostro fianco.
Con tutto l’amore che abbiamo, tanti auguri per la tua festa.
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Ovunque tu sarai

Mi dicevi: “E’ nel nome il senso della storia”. Non il destino, che ciascuno lo disegna come vuole e come può. Non la morale, che ognuno ci vede la sua. No: il senso. Il significato profondo di quello che siamo. Mi dicevi: “Scegli bene le parole, le scarpe e gli amori, se vuoi camminare lontano”.

Fioly Bocca, Ovunque tu sarai

Ovunque tu sarai

“Penso a come sia difficile dare un senso alle cose: alcuni legami, che vorresti trattenere a ogni costo, si spezzano, o cambiano forma. Altri sei costretto a reciderli tu, con fatica inaudita. Avevo creduto che Tancredi fosse l’uomo della mia vita. Ora so che non siamo le due metà d una mela, ma qualcosa di molto più complesso e imprevedibile. Che quello che era giusto ieri potrebbe non esserlo oggi, perchè siamo materia in continua evoluzione e la fedeltà a se stessi è alla radice di ogni forma d’amore.”

Fioly Bocca, Ovunque tu sarai

Fioly Bocca. Ovunque tu sarai

Fioly Bocca

Un romanzo che mi ha colto in un momento particolare della mia vita, e che sembra scritto per me. Ambientato in alcuni luoghi a me familiari, con nomi e sensazioni che si ripresentano come un Déjà vu. Pagine che danno speranza e coraggio.

“La prima cosa che ho notato in te, sono due germogli d’ali sotto le scapole. Le nascondi a te stessa con movimenti goffi e paure a cui non vuoi rinunciare. Non sai d’averle, ma ci sono. E da troppo tempo aspettano di sbocciare. Si può tutto. Liberati dal bagaglio di dolore che non puoi sopportare. Il tuo paracadute è troppo ingombrante, ti intralcia il passo, ti sbilancia. Devi disfartene, se vuoi volare. Reclama quello che ti spetta, cammina nella direzione dei tuoi desideri profondi. Scegli tu, sempre. Pure quando sembra impossibile anche soltanto esprimere una preferenza. Decidi la strada per riuscire ogni sera ad addormentarti dentro te stessa. Coltiva l’anima luminosa che si intravede dagli spiragli che lasci aperti e poi lascia fare al vento: se gli parli con voce libera ti saprà portare.”